Dal cuore al labbro

 

Fuoriesce lava di memoria
e cola dagli occhi
e poi ancora dalle lagrime,
che hann navigato tanto
dal cuore al labbro.
Segna l’amore di un mattino
che lascia un solco deciso

– fu la causa di tutto che ora mi manca –

hann navigato tanto le memorie
dentro lagrime
che la mia notte è ormai stanca
e non regge il sudor del mio corpo
che non beve e non mangia.

Ha toccato il labbro
quella lava di cui racconto,
con ferocia ha divorato il giorno,
con tenacia ha creato un solco.
E’ stata impavida quanto quell’amore.

Ho ammirato le stelle
in questo buio disumano
senza aver timore di amar
l’animo ribelle,
ché si vive anche di dolore
figlio di risate

– ché si vive consumandosi la pelle –

Ti bacio ora come allora
e sei questa lava
che dal cuore giunge al labbro.

 

GC

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