Non piú

Non gli riesce a questo campo,
oh mio re,
di partorire i suoi figli
e di rendere gioia coi suoi germogli,
poichè s’è spenta l’ultima goccia
di questo mare ormai dissipato,
ridotto a fango e stuprato.
Poichè non vi son piú lacrime
per noi
del pianto del cielo.
Non v’è uomo più
che sappia risvegliarsi
con il vero ardore
dell’antico valore.

Si cammina ancora, sí,
ma sul niente.

                       GC

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