Il nuovo atto di appello e il necessario dialogo con la sentenza

 

In tema di controversie di lavoro, è inammissibile l’appello che non soddisfi i requisiti previsti dall’art. 342 c.p.c., come modificato dall’art. 54 del D.L. n. 83 del 2012, a norma del quale è previsto che la motivazione dell’appello contenga, a pena di inammissibilità, l’indicazione delle parti del provvedimento che si intendono appellare e delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto, compiuta dal giudice di primo grado, nonché l’indicazione delle circostanze da cui deriva la violazione della legge e della loro rilevanza ai fini della decisione impugnata. Appare chiaro cioè, l’onere dell’appellante di individuare le statuizioni investite del gravame e formulare specifiche critiche ad essa indirizzate, da cui desumere argomentazioni da contrapporre a quelle della sentenza impugnata. Detta individuazione non deve sostanziarsi in una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni invocate a sostegno dell’appello, richiedendosi comunque, un’esposizione chiara ed univoca, anche se sommaria, della domanda rivolta al giudice del gravame e delle ragioni della doglianza.

 

CONTINUA A LEGGERE il mio nuovo articolo su Il Sole24ore

 

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...