Bancomat hackerati. Un gruppo di ladri 2.0 riesce a prelevare 45 milioni dai Pos in vari Stati

” È il colpo del secolo. Alleggeriti i bancomat di due banche del Medio Oriente, Bank of Muscat (Oman) e RakBank (Emirati Aarabi Uniti). Rubati 45 milioni di dollari in 27 diversi Paesi. Tutto senza sparare un colpo.

Al posto delle armi i banditi hanno usato le tastiere dei loro computer. Anziché dirigersi verso i caveau hanno puntato ai database degli istituti di credito. Invece di trovare la combinazione delle casseforti hanno individuato i codici per accedere ai fondi che le banche usano per caricare le carte di credito prepagate.

I nuovi John Dillinger sono smanettoni senza scrupoli. Hacker dal click facile. Con le pistole non ci sanno fare, ma se gli metti un computer davanti difficile che sbaglino mira. La banda di pirati informatici sarebbe composta da un insieme di cellule sparse nei vari Paesi colpiti dal saccheggio virtuale. Quella di New York contava otto individui, sette dei quali sono stati arrestati. Il procuratore Loretta Lynch l’ha definita la rapina del terzo millennio: nel giro di poche ore negli States sono stati sottratti 2,4 milioni di dollari.

Come? Una volta nei database delle banche, i rapinatori digitali hanno cancellato i limiti ai prelievi delle carte prepagate e creato nuovi codici di accesso. Dopodiché hanno detto ai loro complici di passare ai bancomat e prelevare a più non posso. Facile come rubare le caramelle a un bambino. «Cyber rapine come questa sono destinate ad aumentare», ha allargato le braccia il procuratore di New York.

In appena dieci ore sono state eseguite 36mila operazioni. Ai conti corrente dei privati però non sarebbe state torto un capello. Le banche sono le uniche a essere state scippate: i 45 milioni di dollari provengono dalle somme accantonate dagli istituti. Ma 45 milioni sono tanti, troppi. Alle telecamere di sorveglianza non sono sfuggiti gli zainetti stracolmi di contante con cui i corrieri si allontanavano dai bancomat appena svaligiati.

Ed è per colpa di quei zainetti che il gruppo newyorkese si è fatto scoprire. Nella Grande Mela era dal 1978, anno della rapina da 5 milioni di dollari all’aeroporto Jfk di cui fu vittima la compagnia aerea Lufthansa, che non veniva messo a segno un colpo di una simile portata. Ma il saccheggio digitale, affermano gli investigatori, sarebbe stato commesso in due diversi momenti: il 21 dicembre sono stati rubati 5 milioni di dollari da 4500 bancomat sparsi in giro per il mondo, mentre il 19 febbraio la banda degli Atm è tornata a colpire prelevando in trutto 40 milioni di dollari.

Ci sono voluti due mesi d’indagini per acciuffare tutti i membri della cellula che ha svuotato gli Atm di Manhattan. Hanno un’età compresa tra i 22 e i 35 anni. I più lesti però sono stati i banditi giapponesi. Al gruppo di ladri 2.0 che ha agito nel Paese del Sol Levante le cose sarebbero andate particolarmente bene: il bottino da quelle parti ammonterebbe a 10 milioni di dollari. Una somma quattro volte superiore rispetto a quella sottratta negli Usa.”

 

Francesco Bisozzi, L’Huffington Post, 10 maggio 2013

Il nuovo atto di appello e il necessario dialogo con la sentenza

 

In tema di controversie di lavoro, è inammissibile l’appello che non soddisfi i requisiti previsti dall’art. 342 c.p.c., come modificato dall’art. 54 del D.L. n. 83 del 2012, a norma del quale è previsto che la motivazione dell’appello contenga, a pena di inammissibilità, l’indicazione delle parti del provvedimento che si intendono appellare e delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto, compiuta dal giudice di primo grado, nonché l’indicazione delle circostanze da cui deriva la violazione della legge e della loro rilevanza ai fini della decisione impugnata. Appare chiaro cioè, l’onere dell’appellante di individuare le statuizioni investite del gravame e formulare specifiche critiche ad essa indirizzate, da cui desumere argomentazioni da contrapporre a quelle della sentenza impugnata. Detta individuazione non deve sostanziarsi in una rigorosa e formalistica enunciazione delle ragioni invocate a sostegno dell’appello, richiedendosi comunque, un’esposizione chiara ed univoca, anche se sommaria, della domanda rivolta al giudice del gravame e delle ragioni della doglianza.

 

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LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO A DISTANZA DEI LAVORATORI

 

L’art. 4 comma 1 e 2 della legge n. 300 del 1970, stabilisce il divieto di utilizzo di impianti, apparecchiature e strumenti (hardware e software) per il controllo a distanza dei lavoratori e subordina l’installazione di sistemi resi necessari da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori ad un accordo con le R.S.A. o ad un’autorizzazione preventiva dell’Ispettorato del lavoro.

Pertanto possono ritenersi applicabili le seguenti Linee Guida per l’installazione di impianti e apparecchiatura per il controllo a distanza:

  • E’ assolutamente vietato l’utilizzo di impianti o apparecchiature (hardware e software) per la sola finalità di controllo a distanza dell’attività lavorativa installati in maniera occulta e senza che siano rilevabili dai lavoratori.
  • E’ ammesso l’utilizzo di impianti o apparecchiature (hardware e software) installati per esigenze organizzative e produttive ovvero per la sicurezza del lavoro dai quali possa derivare un controllo a distanza anche indiretto dei lavoratori qualora sia stato stipulato un accordo con le R.S.A. o sia stata ottenuta un’autorizzazione preventiva dall’Ispettorato del Lavoro.
  • E’ consentito l’utilizzo di impianti o apparecchiature (hardware e software) installati per accertare comportamenti illeciti dei lavoratori (controlli difensivi), quando tali comportamenti riguardano l’esatto adempimento delle obbligazioni discendenti dal rapporto di lavoro (modalità e quantità di lavoro svolto, orario di lavoro…) e non la tutela dei beni estranei al rapporto stesso, qualora sia stato stipulato un accordo con le R.S.A. o sia stata ottenuta un’autorizzazione preventiva dall’Ispettorato del Lavoro.
  • E’ concesso l’utilizzo di impianti o apparecchiature (hardware e software) senza accordo con le R.S.A. o autorizzazione preventiva dall’Ispettorato del Lavoro, qualora installati per accertare comportamenti illeciti dei lavoratori e tutelare beni aziendali al di fuori del rapporto di lavoro.

Dr. Eric Falzone

 

su www.eucs.it

Infanzia color guerra

Imbraccia il fucile

con leggerezza

colui che sa cantare la guerra

dall’età di tre anni.

 

Se cade in terra

a lui nessuno darà retta.

 

E non hanno pietà

le parole che son comandi,

e non hanno pietà

gli affari dei grandi.

 

Imbraccia la vita

come fosse un fucile

col rude approccio

di chi deve sempre difendersi

e per difendersi sparare.

 

Marcia contento di sognare

di far la guerra anche da grande,

imbraccia i sogni

col rude approccio

di chi non ha speranza

fin dai tre anni.

Di chi se muore

non è degno di sepoltura.

 

Nel nome del Signore

che viva al buio

chi sputa alla vita con disinvoltura.

 

GC