Elezioni 2013, il dovere di governare

Di Piergiorgio Gawronski

I pareggi capitano. Non solo in Italia. Anche in Germania, in Francia, negli Usa… Ne seguono ‘coabitazioni’ e ‘grandi coalizioni’, non volute dai politici, ma imposte dagli elettori. Però mai si parla di ingovernabilità.

Dovere degli eletti è adeguarsi alle indicazioni degli elettori, tramite accordi politici equilibrati.

La ricerca del punto di equilibrio fra i rapporti di forza emergenti è una delle poche abilità che ai nostri politici non manca: è il momento di usarla. ‘Ingovernabilità’ è sinonimo di ‘incapacità’ degli eletti: non la perdoneremmo, a nessuno.

La patata bollente è innanzitutto nelle mani del Pd, che ha vinto il premio di maggioranza, controlla la Camera, ed è l’unico partito insostituibile di qualsiasi maggioranza parlamentare. Possono scegliere di coalizzarsi con il Pdl o con M5S. Ma in entrambi i casi, per farlo, devono prendere atto delle ragioni della mezza sconfitta subita, e di quella del loro principale alleato, Mario Monti che – in base ai dati fin qui pervenuti – gli elettori hanno quasi cancellato. 

La partita elettorale si è giocata al 70% sull’economia. Ingroia ha parlato d’altro e ha fallito. Due le questioni economiche.

(1) La strategia generale, ovvero (come salviamo la nave che affonda) come rilanciare Pil e Reddito Nazionale.

(2) Le strategie individuali ovvero (se la barca affonda, quale scialuppa mi dai: riduzioni Imu, ecc.) le questioni redistributive.

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