Resti di versi malconci – Parte I

Non c’è niente di malconcio nei sofferti, intelligenti versi di Giuseppe Caristena, al contrario l’autore è un poeta a tutto tondo che ci offre i suoi sentimenti segreti, immersi in un pathos senza confini. Noi, la nostra società siamo malconci, come bene viene descritto nell’ultima poesia. “Mastica ricordi” è un’immagine paradigmatica di questa umanità attaccata alla terra ma con l’anima presso “gli angeli che sanno ascoltare”. In questi versi, muniti talvolta di rime occasionali che servono all’assonanza dei concetti, più che delle parole, affiorano continuamente ricordi che pesano e talora bruciano, che lasciano segni e cicatrici più da ricordare che da cancellare. L’urgenza di narrare di sè, dei suoi ricordi non lascia tregua all’autore, e si sente a volte una qual stanchezza di vivere, unita, paradossalmente, ad una grande voglia di riprendere il filo della vita, vera, attiva, piena di accadimenti e di sorprese. “Ora piango, poi mi asciugo. Adesso riparto”, ecco il vero filo conduttore di questi versi che raccontano sentimenti che non si ripiegano mai su se stessi ma si protendono in sempre nuove esperienze, nuove cadute e nuove risalite. E’ facile partecipare ai sentimenti, assai condivisibili, dell’autore, perchè essi ci sono offerti con grande trasparenza e sincerità: “Il tempo vuole la verità sempre”.

di Ornella su http://www.ilmiolibro.it

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