Assenza di responsabilità del social network per pubblicazioni lesive del diritto d’autore …

Ecco un estratto di un’interessante sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C-360/10) emanata in data odierna ..

Le direttive:
– 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno («Direttiva sul commercio elettronico»);
– 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, e
– 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale,
lette in combinato disposto e interpretate alla luce delle esigenze di tutela dei diritti fondamentali applicabili, devono essere interpretate nel senso che ostano all’ingiunzione, rivolta da un giudice nazionale ad un prestatore di servizi di hosting, di predisporre un sistema di filtraggio:
– delle informazioni memorizzate sui server di detto prestatore dagli utenti dei suoi servizi;
– che si applichi indistintamente nei confronti di tutti questi utenti;
– a titolo preventivo;
– a spese esclusive del prestatore, e
– senza limiti nel tempo,
idoneo ad identificare i file elettronici contenenti opere musicali, cinematografiche o audiovisive rispetto alle quali il richiedente il provvedimento di ingiunzione affermi di vantare diritti di proprietà intellettuale, onde bloccare la messa a disposizione del pubblico di dette opere, lesiva del diritto d’autore.”

PER LEGGERE L’INTERA SENTENZA

Si ribadisce, in sostanza, quanto affermato dalla stessa Corte nella sentenza del 24 novembre 2011.

Un’ingiunzione del genere l’articolo 15 della Direttiva 2000/31 che vieta alle autorità nazionale di adottare misure che impongano a un fornitore del servizio di procedere a una sorveglianza generalizzata sulle informazioni che esso trasmette sulla propria rete.

Il diritto di proprietà intellettuale dev’essere, così come è stato fatto nel caso di specie, bilanciato con altri principi di egual valore, quali la libertà d’impresa del fornitore del servizio, il diritto alla tutela dei dati personali dei suoi clienti, nonchè la libertà di informazione degli stessi.

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