Messico, la fine dell’eroina

Il primo grande traguardo nella lotta alla droga è stato raggiunto in Messico. Grazie alla scienza. Giovedì 2 febbraio Salomón Chertorivski, il ministro della Salute ha annunciato la messa a punto un farmaco contro l’eroina, che ne inibisce il desiderio e allevia i sintomi dell’astinenza dei tossicodipendenti. La cura è stata sviluppata dall’Istituto nazionale di psichiatria, dopo 10 anni di studi. Da tempo le sperimentazioni sui ratti avevano già dato i primi risultati ed entro la fine del 2012 sono state programmate le sperimentazioni sull’uomo.

ANNULLATO L’EFFETTO DI PIACERE. In pratica il farmaco capta la molecola dell’eroina prima che questa giunga al sistema nervoso centrale fino ad annullarne l’effetto di piacere nel tossicodipendente, che non ha più il desiderio di assumere la sostanza. Inoltre impedisce che i consumatori, al pensiero, alla vista o all’odore della droga sviluppino i sintomi del processo di astinenza, che vanno dai brividi alla sudorazione fino ai forti dolori muscolari e alla febbre.

INIBIZIONE DEL SISTEMA NERVOSO. I ricercatori messicani sono partiti dalle premesse di uno studio dello statunitense Scripps research institute, pubblicato nel 2011 sul Journal of medicinal chemistry, organo dell’American chemical society. «Il farmaco sfrutta lo stesso principio adottato in quelli verso gli agenti di malattie infettive», ha spiegato a Lettera43.it Giuseppe Gulino, professore di Metodologia epidemiologica all’università di Torino, «è una sostanza simile a un metabolita dell’eroina, cioè che si produce nel processo metabolico di degradazione dell’eroina all’interno del corpo, ma priva di effetto tossico, che viene legata a una molecola portatrice e induce una formazione di anticorpi specifici verso quella sostanza. Così il sistema immunitario resta sensibilizzato verso l’eroina, che una volta assunta nella sua forma attiva viene riconosciuta, attaccata e distrutta».

In Messico, 100 mila consumatori di eroina In Messico i consumatori di droga sono il 5% della popolazione.

In Messico i consumatori di droga sono il 5% della popolazione. In Messico, dei 4 milioni stimati di consumatori di droga (5% della popolazione) solo poco più di 100 mila fanno uso di eroina, rispetto ai 190 mila consumatori di cocaina e ai 330 mila di marijuana. Il «plan Mérida», il piano speciale di sicurezza finanziato dagli Stati Uniti per aiutare il Messico a combattere il narcotraffico e il crimine organizzato, prevede anche fondi per la ricerca scientifica sulle droghe, senza i quali lo studio dell’Istituto nazionale di psichiatria non sarebbe stato possibile. Dal 2008 a oggi nell’ambito del progetto sono arrivati dalla casse di Washington 750 milioni di dollari, 17 dei quali per la ricerca e l’assistenza dei tossicodipendenti nei consultori.

INTRODOTTO COME ANALGESICO. L’eroina, sintetizzata per la prima volta dal chimico tedesco Heinrich Dreser, fu ritenuta a lungo un analgesico efficace al pari della morfina, ma senza gli effetti collaterali – come l’assuefazione – di quest’ultima. La parola «heroine» fu coniata dal tedesco «heroisch», per indicare un farmaco «eroico», capace di annullare anche i dolori più insopportabili. Per questo fu usata a lungo in medicina, ma i sintomi della dipendenza si rivelarono presto in tutta la loro tragicità: nel 1905, solo a New York, si consumavano 2 tonnellate di eroina all’anno.

BUSINESS DA 55 MLD DI DOLLARI. Già negli Anni 20 l’eroina fu proibita in diversi Paesi del mondo, ma la produzione illegale si manteneva costante. Nei primi Anni 70 ci fu in Italia un vero boom dell’eroina, venduta a prezzi bassissimi e che rapidamente soppiantò le altre droghe, innescando un dramma sociale senza precedenti. «Oggi l’eroina sta per tornare», ha precisato Gulino, «nel senso che rispetto al passato, quando gli assistiti da eroina nei Sert (i Servizi per le tossicodipendenze, ndr) erano più che altro emarginati sociali, oggi si intravede un ritorno all’uso da parte di giovani socialmente inseriti, che hanno a disposizione una sostanza più pura. Ci sono già i primi segnali di una situazione che se non prevenuta con programmi adatti può aggravarsi irrimediabilmente». Oggi, nel mondo, i consumatori di eroina sono 15,2 milioni. Il mercato mondiale ammonta a 55 miliardi di dollari, l’Afghanistan (con quasi il 90%) è il maggiore produttore mondiale e il 50% dei consumatori vive nel Regno Unito, in Francia e in Russia.

di Marco Todarello su lettera43.it

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